Quale allenamento è indicato per un consumo di grassi così da essere definito allenamento lipolitico.
Per anni si è parlato di attività aerobica “brucia grassi” di 50 minuti nei quali nei primi 20’ avviene un consumo dei carboidrati e nei successivi minuti si consumano grassi attraverso una lipolisi delle cellule adipose.
In parte è vero e in parte no. La lipolisi avviene per effetto dell’enzima lipasi che scinde la cellula adiposa in glicerolo (che entra direttamente nella circolazione sanguigna), acidi grassi e acqua.
L’enzima lipasi entra in funzione venti minuti dopo che il corpo si surriscalda esattamente a 37,5° proprio come quando il corpo umano inizia un’attività fisica.
Se si dovessero effettuare dei prelievi ematici durante l’attività fisica e analizzarli, si registrerebbe un’aumento del glicerolo solo dopo i venti minuti d’innalzamento della temperatura corporea per terminare solo dopo i 45/50 minuti dopo.
In virtù di ciò sembrerebbe tutto chiaro: qualsiasi attività fisica aerobica che provochi un’innalzamento della temperatura corporea attraverso l’aumento della circolazione sanguigna, scinderebbe l’adipocita (brucerebbe grassi).
Ma in realtà, pur sottoponendosi ad attività aerobica importante per tempi prolungati, spesso i risultati sono deludenti e, quando la bilancia registra una riduzione del peso, spesso non si dimagrisce dove si vuol dimagrire; questo perché?
Perché in primis, non si tiene conto del QUOZIENTE RESPIRATORIO durante un’attività fisica, ovvero la velocità di produzione di anidride carbonica rispetto al consumo di ossigeno, che consente di stabilire cosa consumare fra carboidrati, grassi o proteine.
In pratica, se andiamo in carenza di ossigeno e quindi registriamo un determinato affanno (ad esempio una respirazione al di sopra dei trenta atti respiratori al minuto) durante un’attività aerobica vuol dire che non solo produciamo radicali liberi (dannosissimi per il nostro organismo), ma consumiamo soprattutto carboidrati; ovvero tutti quei zuccheri che abbiamo in circolo.
Diversamente, se riusciamo a lavorare ad una frequenza cardiaca ragionevole senza andare in affanno, riusciamo a consumare grassi. Inoltre, la dove il corpo umano presenta degli accumuli di grasso, la circolazione sanguigna è più scarsa in quanto le cellule adipose ostruiscono le vie di circolo e microcircolo e, di conseguenza, sono zone del corpo con una temperatura molto più bassa rispetto al resto del corpo; in queste zone l’enzima lipasi difficilmente entra in funzione e, dunque, gli adipociti non si scindono; in pratica proprio nelle zone inestetiche dove è presente più accumulo di grasso, a causa di una scarsa vascolarizzazione, si dimagrisce con moltissima difficoltà.
Cosa fare? È importante tenere conto di due fattori fondamentali: svolgere un’attività aerobica senza andare in ipossia (eccessiva richiesta di ossigenazione o affanno);
L’unico strumento di cui possiamo disporre facilmente è un cardiofrequenzimetro e, anche se non sempre la richiesta di ossigenazione va di pari passo con l’aumento dei battiti cardiaci, controllare che la frequenza cardiaca rimanga nella soglia del 50%-65% della frequenza cardiaca massima consentita per l’età.
A tal proposito, esistono diverse formule per stabilire la FC max, una delle più comuni è: 208 – 0,7 x età.

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Va da se che, durante un allenamento, un fisico allenato rimane nella soglia più facilmente che un fisico non allenato: questo è un cane che si morde la coda. Detto questo è chiaro che per chi non è allenato una buona camminata rende molto di più di una corsa. Nelle zone del corpo dove si evidenza grasso localizzato, prima di un’attività fisica, bisognerebbe riattivare la circolazione attraverso dei massaggi circolatori o un’attività di mobilizzazione se le adiposità sono localizzate in prossimità di articolazione come fianchi e addome.
Provocando un movimento dei tessuti, l’attività circolatoria si ristabilisce, la temperatura sale e, nel corso dell’allenamento, l’enziama lipasi può svolgere la funzione di metabiolizzazione dei grassi (dimagrimento).
Esistono diverse metodologie di allenamento lipolitico, una fra le più gettonate è EPOC; ma nessuna prescinde dal quoziente respiratorio.
Quindi attenzione all’allenamento fai da te: se non si ha la possibilità di avere un personal trainer serio che possa seguire un’attività fisica, è bene documentarsi senza avventurarsi troppo in allenamenti stressanti che nella maggior parte dei casi non aiutano al raggiungimento di un ambito dimagrimento.

Per domande chiarimenti potete scrivere a lucema0299@hotmail.it

Maria Strozza