Quando si passa dal nuoto libero al nuoto master si inizia a sentir parlare di allenamenti espressi sottoforma di codici composti da una lettera dell’alfabeto (da A a D) e da un numero (da 1 a 3), per esempio A2, B2, C1, ecc.

Chi ha invento questi codici?

Questi codici, sono stati proposti dalla Federazione Italiana Nuoto (FIN), servono per semplificare la stesura degli allenamenti; ognuno di essi fa riferimento ad una determinata caratteristica fisiologica che si vuole allenare.

Facciamo una precisazione delle soglie

la soglia aerobica, cioè la velocità alla quale il lattato si mantiene costante, ma su valori minimi;
la soglia anaerobica, cioè la velocità alla quale il lattato si mantiene costante, ma su valori massimi;
la capacità aerobica, cioè il tempo per il quale si riesce a mantenere la velocità di soglia anaerobica;
la potenza anaerobica, cioè la prestazione che si riesce ad esprimere in un tempo compreso tra i 10 e i 30 secondi;
la capacità anaerobica o tolleranza al lattato, cioè il picco di concentrazione di acido lattico che l’atleta riesce a tollerare per prestazioni di durata di 90-120 secondi.

La teoria alla base dell’allenamento è la seguente:

ogni caratteristica si allena portando l’organismo vicino all’esaurimento (cioè al proprio limite), alla velocità corrispondente alla caratteristica da allenare.

Se voglio aumentare la velocità di soglia anaerobica dovrò allenarmi alla velocità di soglia, se voglio allenare la tolleranza al lattato dovrò esercitarmi su sforzi massimali di breve durata, e così via.

Allenamenti A2: corrisponde all’andatura di soglia aerobica.

Allenamenti B1: corrisponde alla soglia anaerobica.

Allenamenti B2: corrisponde (VO2Max).

Allenamenti C1: corrisponde tolleranza al lattato.

Come posso calcolare i tempi corretti per allenarmi in A2 B1 B2 C1 ?

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