Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in modo sintetico e comprensibile per evitare che si continuino ad associare problematiche fisiche a questo fattore.

Che cos’è?

È un sottoprodotto del metabolismo anaerobico lattacido, il cui accumulo si collega alla comparsa di fatica muscolare.

Quando viene prodotto?

In realtà l’acido lattico è sempre presente nel nostro organismo, già nelle funzioni vitali dei nostri organi, un uomo adulto ne produce circa 120 grammi al giorno. La sua produzione aumenta in modo esponenziale nei casi in cui i muscoli sono costretti a lavorare in carenza di ossigeno (meccanismo anaerobico).

Perché crea fatica muscolare?

Quando uno sforzo muscolare strenuo, non viene più supportato dal meccanismo aerobico (ossigeno) e di conseguenza aumenta la richiesta energetica, viene attivata una via accessoria per la produzione di ATP chiamata proprio “meccanismo anaerobico lattacido”. Questa via accessoria ha un problema però, immette nel sangue una forte concentrazione di lattato. Quest’ultimo comincia ad accumularsi quando la velocità di produzione supera quella di smaltimento. A grandi linee ciò avviene ad una frequenza cardiaca che si aggira intorno al 90 % della massima frequenza (soggetto allenato).

Come viene eliminato e in quanto tempo?
Il ciclo di Cori è il principale meccanismo di conversione dell’acido lattico in glucosio e avviene nel fegato. I tempi di smaltimenti dell’acido lattico si aggirano intorno alle 2 o 3 ore, dimezzandone la quantità ogni 15/30 minuti in base alla quantità prodotta.

Posso migliorare la capacità anaerobica?
Assolutamente sì, i metodi sono principalmente 2:
Effettuare un lavoro di durata medio lunga 20/30 minuti a frequenze cardiache che si avvicinano alla soglia anaerobica, oppure effettuare lavori frazionati(ripetute) alla propria soglia anaerobica rispettando dei tempi di recupero un po’ più lunghi. Occhio però, sono allenamenti molto faticosi e un eccesso di questa tipologia di lavori può portare facilmente ad infortunarsi, soprattutto in soggetti non sufficientemente preparati.

Conclusioni

Assodato che l’acido lattico in realtà è sempre presente nel nostro corpo e che solo l’eccesso di produzione implica un “MOMENTANEO AFFATICAMENTO MUSCOLARE” e sapendo che nel giro di massimo 3 ore viene totalmente smaltito l’eccesso dal nostro corpo, mai più potremmo imputare a questo elemento la responsabilità della dolorabilità muscolare percepita i giorni dopo allenamenti più o meno intensi. In questo caso la responsabilità sarà a carico delle microlacerazioni del tessuto muscolare che originano processi infiammatori e di un forte incremento di attività ematiche e linfatiche che aumentano la sensibilità muscolare.

Francesco Mallozzi
Atleta, Massoterapista sportivo, Studente osteokinesiologia, operatore craniosacrale, istruttore di atletica leggera, trainer posturale.